Tutti gli enti aborrire il vacuo, dunque sentire e godere del contatto reciproco, e il mondo esser animale.

Ciascuno dovrebbe esser persuaso che tutte le nature sentono in particolare e in commune dal vedere che ciascuna e tutte insieme abborriscono di maniera il vacuo tra loro, che con impeto naturale parziale corrono ad empirlo per serbar la loro communità e repubblica integra, perchè nel lor tutto si serbano e godono di scambievole contatto, per la vita commune. Onde si vede l’aria nel profondo del mare aperto e nelle caverne della terra con impeto scendere per proibire il vacuo, quasi deponendo l’odio particolare che ha con la terra e con l’acqua, per soccorrere all’utile commune. E l’acqua, per canali ai quali è succhiata l’aria per sopra, si leva in alto, e spesso si sostiene pesole come nella clessidra, vaso che di sotto ha molti buchi e di sopra un solo, e otturando quel solo, che aria non entri, essa per gl’inferiori buchi non cala; e infinite prove ci son di questo, d’onde è nata la mirabil arte de’ spiritali. Bisogna dunque affermare che il mondo sia un animale tutto senziente, e che godano tutte le parti della commune vita; e, come in noi il braccio non vuol esser diviso dall’omero, nè l’omero dalle scapole, nè la testa dal collo, nè le gambe dalle coscie, ma tutti si ritirano e schifano la divisione, così tutto il mondo abborrisce esser diviso, il che gli avviene quando tra li corpi parziali vacuo intercetto rimane. E certo, se qualche doglia non sentisse l’aria quando non è tocca da altro corpo, non correria così veloce al soccorrere al tutto e a farsi toccare da altri corpi.

Tommaso Campanella

Samstag Nov. 19 03:52pm
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